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IL MORSO DI COSTRUZIONE NEGLI APPARECCHI FUNZIONALI E PLACCHE GNATOLOGICHE

IL MORSO DI COSTRUZIONE NEGLI APPARECCHI FUNZIONALI E PLACCHE GNATOLOGICHE

La procedura di reperimento classico del morso di costruzione degli attivatori e di alcune placche gnatologiche prevede la posizione testa a testa degli incisivi con l’obbiettivo di liberare il potenziale di accrescimento condilo-ramale ne caso degli attivatori e/o di decomprimere l’ATM nel caso delle placche gnatologiche. E’ pur vero che la posizione di testa a testa corrisponde alla liberazione e ortogonalità dell’asse cerniera cervicale così come è possibile che tale posizione comporti modificazioni a livello psico-caratteriale ( Morso psicodinamico di Acht nel Bionator ). Acht sottolineava l’importanza delle implicazioni psichiche che una relazione testa a testa nel settore anteriore tra le due arcata generava, parlando di una “tranquillità connessa alla sicurezza dell’individuo”. Va tutto bene, sono essenzialmente d’accordo ma una cosa è fuori dubbio: forzare in maniera subitanea una posizione mandibolare non rispetta la FISIOLOGIA.

I motivi sono i seguenti:
Il sistema neurovegetativo e muscolo-fasciale non accetta sollecitazioni aggressive verso le quali instaura una reazione di difesa con ipertono muscolare del distretto interessato, tendente a limitare il movimento dell’articolazione in distrazione. Questo vale per tutte le articolazioni del corpo, comprese le ATM. L’utilizzo di placche gnatologiche nei pazienti disfunzionali ATM, con vallo di riposizionamento anteriore, comprese quelle applicate immediatamente dopo manipolazione articolare per blocco (locking) sono un assurdo biologico e hanno presto dimostrato la loro inefficacia anche se qualcuno continua ad utilizzarle. Il DTM non è una frattura che va immobilizzata per formare un callo osseo, è una incoordinazione tra un condilo e un menisco che deve ricostituirsi FUNZIONALMENTE e in maniera progressiva per evitare ipertoni muscolari di difesa!

La testazione dei muscoli masticatori secondo la Kinesiologia Applicata e/o l’esecuzione di una elettromiografia di superficie sui temporali anteriori e masseteri lo dimostra invariabilmente.

Il riposizionamento sagittale della mandibola deve avvenire in maniera progressiva attraverso modificazioni dei parametri di lateralità e verticalità. La rotazione mandibolare in anteriorità o posteriorità è la conseguenza del suo adattamento al piano occlusale superiore, in particolare a quello posteriore.

Classe III = PO piatto, eccesso di verticalità

Classe II =  Po ripido, deficit di verticalità

E’ impensabile riposizionare anteriormente o posteriormente la mandibola se PRIMA non si corregge il deficit o l’eccesso verticale posteriore.

La situazione potrebbe essere anche complicata dalla presenza di un blocco cervicale (specificatamente di C2) che condizionando la posizione mandibolare in retrusione (nella Classe II) determinerebbe l’instaurarsi di tensioni dei muscoli masticatori  e ioidei che sono invece forzati in protrusione.

Per questi motivi, personalmente non adotto mai la posizione di testa a testa  incisiva in nessun apparecchio funzionale ( Bionator e Placche Planas compresi) ne tanto meno nelle placche gnatologiche.

A mio modesto parere la procedura corretta è quella di reperire una cera di Relazione Centrica Funzionale ottenuta dopo reset cranio-posturale al fine di stabilire un buon rapporto condilare, libero da influenze ascendenti e alla corretta dimensione verticale.

Come potete osservare nell’immagine il Bionator applicato al giovane paziente non è costruito in posizione testa a testa ma inizialmente solo alla corretta verticalità. La correzione delle curve funzionali attraverso opportuni scarichi della resina ha permesso il recupero di verticalità e lateralità corrette e COME CONSEGUENZA, la opportuna anteriorità per la correzione della Classe II

BIONATOR

Dr. Giuseppe Stefanelli