Blog OS Stefanelli

POSTURA ED EQUILIBRIO NEUROVEGETATIVO

POSTURA ED EQUILIBRIO NEUROVEGETATIVO

L’ipotalamo è il direttore di orchestra del nostro equilibrio neurovegetativo, l’origine delle due componenti del Sistema Nervoso Autonomo (SNA), il Sistema Ortosimpatico ed il Parasimpatico. Il prevalere alternato dei due sistemi , circa ogni 4 ore, determina il Ritmo Nictemerale che in pratica regola l’omeostasi corporea ( FIG.1)

SNAFIG.1

Il Sistema ortosimpatico ci fornisce energia attraverso la produzione di catecolamine e cortisolo, che determinano vasocostrizione, metabolismo ossidativo con Ph acido, catabolismo proteico, ipertono muscolare, esaltazione dei programmi psicobiologici quali aggressività e competitività. Il Sistema Parasimpatico determina la fase successiva di riposo caratterizzata da vasodilatazione, metabolismo riduttivo con Ph alcalino, anabolismo, rilassamento muscolare e contrazione dei programmi psicobiologici con rilassamento e sonno.

Il volano d’inerzia di questi 2 sistemi è la Sostanza Reticolare Mesencefalica (SRM) che esercita azione di filtro e/o amplificazione sulle afferenze ed efferenze corticali e cerebellari che regolano l’attività motoria. Nei nuclei della SRM, sono situati gruppi di neuroni che si definiscono “generatori di pattern centrali “ ( CPG) che, quando stimolati, inviano segnali efferenti a gruppi di cellule in sede caudale, originanti specifici pattern di movimento.( Willis 1985).Gli impulsi discendenti  sono trasportati al midollo spinale da due fasci:

Fascio reticolo spinale laterale, detto inibitore per la sua azione inibitrice sui nuclei del corno anteriore del midollo spinale.

Fascio reticolo spinale mediale detto facilitatore per la sua azione sui nuclei del corno anteriore.

Mediante gli interneuroni, condizionano gli alfa motoneuroni (AMN) e gamma motoneuroni (GMN) che attivano la funzione muscolare. Sinapsano inoltre, con i motoneuroni (MN) e alfa motoneuroni (AMN) della colonna intermedio-laterale (IML)  da cui variazioni sistemiche e locali delle funzioni di Simpatico (OS) e Parasimpatico (PS),  con effetto specifico e prevedibile sulllo stato di intergrazione centrale (SIC) degli AMN e dunque, sui pattern di forza e debolezza muscolare.

Quindi, la qualità dell’equilibrio neurovegetativo e ogni sua variazione, può essere letta nel tono muscolare posturale statico e dinamico. Il neurofisiologo ed antropologo francese R. Bourdiol ha definito il ruolo primario svolto del sistema neuro-vegetativo nel determinismo della postura corporea. Egli riconosce fondamentalmente due sindromi disfunzionali posturali:

  1. A) la sindrome involutiva, caratterizzata da ipotonia muscolare, scapolum posteriore, piede piatto-valgo e tendenza alla protrusione mandibolare, tutte espressioni di una prevalenza parasimpatico-tonica
  2. B) la sindrome reattogena, caratterizzata da ipertono muscolare, dorso anteriore, piede cavo e tendenza alla retrusione mandibolare, tutte espressioni di prevalenza ortosimpatica

Nella FIG.2 sono riassunto le caratteristiche biotipologiche nei soggetti simpaticotonici e parasimpaticotonici ( vagotonici )

2FIG.2

La deambulazione rappresenta uno dei sistemi di attivazione e ricarica del SNA. Ricerche effettuate da K. Isogai evidenziano come differenze di passo facilitino l’attività dell’emisfero cerebrale controlaterale. Il passo anteriore destro facilita l’attività dell’emisfero sinistro e il passo anteriore sinistro quella dell’emisfero destro. Inoltre la prima interazione (passo destro-emisfero sinistro), favorisce uno stato ortosimpaticotonico-ossidativo, la seconda ( passo sinistro-emisfero destro) uno stato parasimpaticotonico-riduttivo. ( Isogai, K., Dynamic Therapy, Nakano-Ku, Tokio). FIG.3

isogaiFIG.3

Il passo anteriore destro viene definito come CW Torque (Torsione in senso orario) mentre il passo anteriore sinistro come CCW Torque (Torsione in senso antiorario) e, come illustrato in FIG.4, ad ogni torsione si attribuisce una prevalenza di attivazione del SNA. W. Schmitt ha dimostrato che detorcendo terapeuticamente il rachide, attraverso tecniche manipolative strutturali, si ottiene, oltre a miglioramento sintomatologico soggettivo, anche una sostanziale modifica di alcuni parametri metabolici ( Glicemia, azotemia, clearance della creatinina, Ph salivare e urinario, tempo di assorbimento linguale dell’acido ascorbico . ( Schmitt, W.,” Structurale procedures for testing structural faults in term of body chemistry imbalances,”ICAK-USA 1984 )

TORQUEFIG.4

La masticazione è un meccanismo a schema crociato come la deambulazione, essendo entrambe sottoposte al controllo degli stessi centri sottocorticali, in grado d’influenzare l’equilibrio neurovegetativo. La masticazione sinistra attiva l’ortosimpatico, in quanto nello schema di CW torque la mandibola tende a deviare a sinistra, e la masticazione destra attiva invece il parasimpatico in quanto rientra nello schema di CCW torque. Anche per questo motivo è fondamentale avere una masticazione bilaterale alternata. Una masticazione abituale monolaterale, oltre ai noti effetti sullo sviluppo cranio facciale, avrà un effetto disequilibrante il SNA in quanto favorirà l’attivazione prevalente di un sistema rispetto all’altro a seconda del lato masticante abituale.

Anche l’oculomotricità è lo specchio della qualità del sistema reticolare e dell’equilibrio neuro-vegetativo. I 3 nuclei oculomotori sono indovati nella Sostanza Reticolare Mesencefalica e in stretta connessione con i nuclei del Trigemino (relazione con occlusione ). Ogni diminuzione del “tono reticolare” fisiologica (sonno) o patologica (lipotimia) comporta la divergenza degli assi visivi. Il M. Ciliare (FIG. 5) è un muscolo  liscio formato da 2 tipi di fibre che modificano il raggio di curvatura e quindi il potere diottrico (indice di rifrazione) del cristallino (attraverso il legamento sospensore della lente) nell’accomodazione. Le fibre circolari sono innervate da fibre parasimpatiche dell’oculomotore ( che innervano anche il m. sfintere dell’iride) e sono responsabili dell’accomodazione per la visione da vicino. In condizioni di parasimpaticotonia si contraggono e si ha miosi Le fibre radiali sono innervate da fibre ortosimpatiche provenienti dall’ipotalamo che fanno relè nel ganglio cervicale superiore (e innervano anche il muscolo iridodilatatore) e sono responsabili dell’accomodazione per la visione da lontano. In condizioni di ortosimpaticotonia si contraggono e si ha midriasi

ciliareFIG.5

Per rendere nitida la visione da vicino entrano in gioco simultaneamente:

  • una miosi bilaterale
  • la convergenza dei globi oculari che permette la fusione delle immagini retiniche
  • l’accomodazione del cristallino che permette la messa a fuoco sulla retina

Si tratta di una sincinesia, possibile in quanto i 3 fenomeni dipendono dalla stessa innervazione parasimpatica

E’ stabilito che l’atto della messa a fuoco da vicino a lontano coinvolge l’attività del Sistema Ortosimpatico, mentre la messa a fuoco da lontano a vicino, quella del Parasimpatico. (FIG.6)

opticFIG.6

 

Tale influenza si può valutare attraverso test muscolare ed individuare eventuali alterazioni dell’equilibrio neurovegetativo a livello sistemico. (FIG.7)

TESTFIG.7

Una funzione “essenziale ” per la vita in generale, e per lo sviluppo cranico in particolare, è la respirazione che, fisiologicamente , deve essere nasale.  Solo la respirazione nasale è in grado di garantire l’utilizzazione dell’ossido di Azoto o ossido nitrico (NO), gas prodotto nei seni paranasali (specificatamente dall’intima dei vasi sanguigni) fin dalle prime ore dopo la nascita. Essendo un potente vasodilatatore polmonare, l’ossido nitrico aumenta la capacità di assorbire ossigeno, aumentando il livello di Ossiemia fino al 18%.

Inoltre l’ossido nitrico entrerebbe nel metabolismo dei neurotrasmettitori cerebrali e ciò, insieme all’aumento dell’ossigeno nel sangue ed al miglior raffreddamento della massa cerebrale, spiegherebbe l’aumento del QI ed il miglior rendimento scolastico, osservabile nei bambini che passano dalla respirazione orale a quella nasale. La respirazione nasale ha un effetto “ionizzante” sul complesso corpo-mente, permettendo l’eliminazione del 70% delle tossine corporee. La narice destra agisce come una camera di ionizzazione positiva, la sinistra negativa. Il ciclo nasale fisiologico non prevede la respirazione contemporanea ma una fluttuazione fra il passaggio d’aria delle due narici: approssimativamente ogni 20 minuti una narice è al massimo della sua capacità ventilatoria, mentre l’altra è al minimo. Una respirazione nasale monolaterale favorisce la predominanza funzionale di una metà del cervello. La respirazione dalla narice destra determina una ionizzazione positiva del cervello sinistro e uno stato prevalente di ortosimpaticotonia, quella dalla narice sinistra una ionizzazione negativa del cervello destro e una condizione di parasimpaticotonia. (FIG. 8)

ionizzazioneFIG.8

 

Questo vuol dire che se un paziente ha difficoltà respiratorie poniamo dalla narice sinistra, causa congestione,  ipertrofia dei turbinati, deviazione settale, tenderà a spostare il corpo in lateroflessione destra e rotazione compensatoria sinistra, in pratica andrà in torsione oraria di passo anteriore destro. Se la causa cronicizzasse potrebbe anche sviluppare una masticazione abituale sinistra  visto il pattern torsionale engrammato, con le conseguenze conosciute sulla postura della testa e sulla oculomotricità.

Ben documentati sono anche i rapporti tra ciclo nasale e fasi del sonno. La respirazione dalla narice destra favorisce la fase REM, quella sinistra la fase NON REM. Non a caso la maggior parte di noi tende ad addormentarsi sul fianco destro ( CW Torque ) in modo da favorire la respirazione dalla narice sinistra parasimpaticotonica. Il fatto che la respirazione da una narice stimoli l’attività dell’emisfero controlaterale ha suggerito anche degli studi sulla possibilità di trattamento dei disturbi dell’umore e mentali. Alcune forme di schizofrenia sono state messe in relazione a disfunzioni dell’emisfero sinistro mentre problemi  di tipo maniaco-depressivo possono indicare disfunzione dell’emisfero destro.

Quanto descritto mi pare renda l’idea di quanto l’organizzazione posturale sia complessa ed estremamente variabile in relazione ai molteplici fattori che possono perturbarla. Un attento INQUADRAMENTO NEUROVEGETATIVO  del paziente, ( i tests esistono ) dovrebbe essere la priorità di una corretta valutazione posturale. La normalizzazione di eventuali disequilibri neurovegetativi potrebbe richiedere cambiamenti dietetici, integrazione alimentare, tecniche di riduzione dello stress, manipolazione di recettori sensoriali al fine di riportare l’attività afferente a livelli normali.

PROF. DR. GIUSEPPE STEFANELLI

Bibliografia

  1. Stefanelli: Sistema stomatognatico nel contesto posturale. EdiErmes 2003
  2. Stefanelli: Ortognatodonzia Sistemica. Edi Ermes 2006

Khalsa, Shannahoff. “The ultradian rhythm of alternating cerebral hemispheric

activity.”, Int J Neurosci.70(3-4):285-98., 1993. Retrieved on 2007-02-24

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8063547

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17667891

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/6874437

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3449485

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14607146