Un nuovo paradigma all’inizio viene osteggiato, poi tollerato
ed infine accettato; ciò spesso coincide con la morte naturale
di coloro i quali lo osteggiavano……
Karl Popper
Grande fermento stà destando in ambito odontoiatrico, l’evidenziazione delle correlazioni occluso-posturali.
Il concetto che il sistema stomatognatico sia meccanicamente e funzionalmente connesso a distretti corporei lontani fra di loro è affascinante e inquietante allo stesso tempo per il neofita che vi si accosta.
M. Langlade, parafrasando Popper, in un suo libro distingue tre tipi di personalità scientifiche:
Di quest’ultima categoria fanno parte coloro i quali, pur nella convinzione di operare nel giusto senso, preferiscono affidarsi alle “ certezze” di predecessori illustri che affrontare “l’imponderabilità del nuovo”.
Pur rispettando le scelte personali di ognuno, non possiamo fare a meno di riconoscere che l’odontoiatria e la medicina in generale, di cui siamo figli, non sono scienze esatte; di conseguenza tali “ certezze “ sono spesso contestate, revisionate o dimenticate.
Ce ne si rende conto ripercorrendo, ad esempio, la storia della gnatologia il cui costrutto teorico, a partire da Baunel (padre della Teoria dell’occlusione bilanciata), passando da Mc Collum e dai suoi allievi Stallard e Stuart, da Gysi ed Hanau per arrivare al Guichet, ha spesso subito violenti scossoni.
Si ricorderà certamente come il periodo del “culto dell’ATM”, caratterizzato dal fiorire di articolatori, assiografi e pantografi alla ricerca della posizione e del tragitto condilare, venne poi sconfessato dalla “ Teoria muscolare” ( Guichet) secondo la quale la situazione occlusale non agisce mai direttamente sulle ATM ma lo fà attraverso la muscolatura.
Appurato che sono i muscoli stomatognatici che portano la mandibola in relazione centrica, restava comunque, e resta ancora oggi, da stabilire come riprodurre e trasferire tale posizione, visto la notevole variabilità individuale della stessa.
Ma a chi dobbiamo credere se della famigerata “ relazione centrica “esistono almeno dieci diverse interpretazioni ( Farrar, Gelb, Dawson, Martignoni, etc. etc,): recentemente si sostiene perfino che l’asse cerniera non s’identifichi più con l’asse bicondilare ma con un piano passante a livello delle spine di Spix, vero centro rotazionale della mandibola ( il povero Campion si rigirerà nella tomba scoprendo di averci fatto sbagliare tutto per più di cento anni! ).
Nemmeno l’avvento e l’evoluzione delle biotecnologie ha potuto risolvere l’annoso problema ma non perché esse non siano tecnicamente valide ( la Kinesiografia è attualmente il miglior strumento di registrazione dela cinematica mandibolare ) ma perchè sono fondamentalmente errati i presupposti di partenza.
A questo proposito R. Slavicek afferma “ questo modo di pensare biomedico nel giudicare i sussidi meccanici invita sempre più ad affidare la responsabilità della diagnosi ad apparecchiature incapaci di pensare e allo stesso tempo a liberare il medico dalla sua responsabilità”.
Tali apparecchiature, altro non fanno che elaborare dei dati secondo un “ processo logico” lineare, mettendoli a confronto con standards statistici privi di correlazione, riferendoli ad un allontanamento dalla “ norma”.
Ora, il concetto stesso di “ norma “ è quanto mai aleatorio da definirsi stante la sua continua possibilità di modificazione in relazione al contesto a cui viene riferito.
Ad esempio, la suddetta teoria dell’occlusione bilanciata aveva sicuramente una sua logica un secolo fa, quando il tipo di alimentazione a base di cibi duri, grezzi e fibrosi, portava all’usura dei tavolati occlusali ( come vedremo, tale concetto è stato poi ripreso da Planas) e ad una masticazione orizzontale di tipo erbivoro, ma ha poco senso oggi, epoca in cui l’alimentazione troppo sofisticata e non abrasiva comporta una masticazione prevalentemente verticale.
Il fenotipo umano di oggi è strutturalmente e funzionalmente diverso da quello di appena un secolo fa.
Lo stesso sviluppo del cervello, sempre più orientato verso l’intellettualizzazione , privilegia la funzione del pool neuronale delle aree pre-frontali della neo-corteccia nei riguardi di quelle istintuali occipitali, modificando di conseguenza anche la morfologia cranica.
L’affinamento e la preponderanza del linguaggio quale mezzo comunicativo ha poi introdotto un parametro di asimmetria ( come vedremo, legato alla predominanza morfo-funzionale dell’emisfero cerebrale sinistro ) delle strutture corporee che non è mai stato preso in considerazione.
La “ normalità “ può anche essere condizionata da rappresentazioni e pregiudizi estetici o addirittura razziali.
Non dimentichiamoci che in campo ortodontico, Tweed abiurò la filosofia del suo maestro Angle e propose la terapia estrattiva per ridurre la tendenza prognatica della razza bianca americana, in un periodo in cui il colore nero non era molto di moda.
Fù così che nacque la scuola ortodontica ” meccanicista”, le cui tecniche terapeutiche erano, e sono, sostanzialmente finalizzate al raggiungimento di un obiettivo “estetico”, che ebbe facile sopravvento nei riguardi di una “scuola funzionalista” considerata troppo empirica e quindi povera di risultati attendibili.
Nel nome del concetto estetico, che come quello di norma ideale mantiene comunque un carattere di relatività, si distalizzano molari, si estraggono denti, si sezionano e/o si innestano mascellari e mandibole e poi, ovviamente, si blocca tutto attraverso splintaggi e contenzioni a vita per evitare l’immancabile “recidiva”.
Sull’argomento sono stati compiuti studi approfonditi e si sono scritti fiumi di parole, nel tentativo di individuarne le cause e prevenirne gli effetti ma, a distanza di oltre un secolo, l’atteggiamento della maggior parte degli ortodonzisti nei confronti della recidiva resta immodificato.
Per dirla con Nietzche “ ciò che contraddistingue le menti veramente originali non è l’essere i primi a vedere qualcosa di nuovo, ma il vedere come nuovo ciò che è vecchio, conosciuto da sempre, visto e trascurato da tutti “.(da “Filosofare con il martello”)
Viene spontaneo chiedersi come mai non siamo mai riusciti a vedere qualcosa che’abbiamo sempre avuto davanti agli occhi!
Senza voler scadere nella retorica, la verità palese è che l’eccesso di tecnicismo e la frammentazione settoriale della medicina ci ha fatto perdere di vista “ l’individuo” nel suo insieme, oltre ad atrofizzare le nostre capacità di giudizio e di diagnosi semeiotico-clinica.
L’approccio al sistema stomatognatico nel contesto posturale, descritto in questo libro, ci dà la possibilità di riscoprire le nostre conoscenze cliniche, non di stravolgerle ma di affinarle attraverso nuove interpretazioni ed acquisizioni ma, soprattutto, ci offre la possibilità di riscoprici “ Medici”, nel senso più ampio del termine.
Constateremo la difficoltà, se non l’impossibilità, di approntare un piano riabilitativo occlusale, sia esso protesico e/o ortodontico, prescindendo dall’analisi delle componenti funzionali che legano dinamicamente la sfera stomatognatica al resto dell’organismo.
Il termine sottolineato stà ad indicare che privilegeremo il concetto di “ funzione” quale espressione massima del progressivo divenire della struttura e della coordinazione motoria, stomatognatica e corporea globale.
Scopriremo che l’occlusione e la sua patologia entrano a far parte di un quadro sindromico generale, di cui spesso la malocclusione rappresenta la manifestazione più evidente ma non necessariamente la più importante.
Come sostiene Petrovic “ la malocclusione assume il significato di una risposta adattativa intelligente di un sistema biologico a fattori destabilizzanti, mentre la terapia quello di una riprogrammazione posturale intelligente, raggiungibile con più ausili funzionali, nel rispetto della fisiologia individuale”.
Tale definizione modifica drasticamente il concetto di ”malocclusione” in quello di “ miglior occlusione possibile” per l’individuo, esaminato nel suo contesto specifico.
Questo è quanto mi ripropongo di illustrarvi in questo libro che rappresenta la trasposizione scritta dei corsi formativi che tengo periodicamente ma, soprattutto, il riassunto di parecchi anni di ricerca, studio ed applicazione clinica quotidiana mia e di colleghi medici, chiropratici ed osteopati dell’Accademia Italiana di Kinesiologia Applicata ( AIKA ) che ha cessato la sua attività didattica nel 1998 ma il cui bagaglio culturale ritengo non debba andare perduto.
Capitolo 1
Le Catene Muscolari
Catena Antero-Posteriore e Postero-Anteriore
Catena Antero-Mediana
Catena Postero-Mediana
Il Circuito dell’asse verticale
Il Sistema Cranio-Cervico-Iodo-Mandibolare
Catena Antero-Laterale
Catena Postero-Laterale
Il Circuito dell’asse orizzontale
Lo Sviluppo e la Dinamica Elicoidale
Formazione del piano occlusale elicoidale
Capitolo 2
Motilità dell’encefalo e del midollo spinale
Fluttuazione del liquido cerebro-spinale
Membrane a tensione reciproca
Mobilità delle ossa craniche
Mobilità del sacro tra le iliache
La Sincondrosi Sfeno-Basilare
Il Movimento delle ossa craniche durante le fasi del MRP e loro effetto sulla formazione del piano occlusale
L’Accrescimento cranio-facciale secondo il concetto osteopatico
Energetica cranio-sacrale
Il Core-link o Nucleo Coassiale
Engrammi cranici
Concetto di asimmetria fisiologica
Capitolo 3
-Definizione e cenni storici
-I 5 fattori del Forame Intervertebrale
Il Fattore neurologico
La propriocezione
I Riflessi Posturali
Relazioni Toniche
Integrazione visuo-vestibolo-oculomotoria
Riflessi Labirintici Tonici
Riflessi Cervicali
Afferenze visive
Afferenze oto-vestibolari
Afferenze mandibolari
Definizione
Fattori che influenzano il test muscolare
-Il Challenge
Neurofisiologia del challenge
-La Localizzazione Terapeutica
-Interazioni viscero-somatiche e somato-viscerali
-Riflessi Neurolinfatici
-Riflessi Neurovascolari
-Stress Receptors
Capitolo 4
-La diagnosi
Analisi Posturale
Semeiotica clinica
Test muscolare
Organizzazione e Disorganizzazione neurologica
-Disfunzione Occlusale Maggiore
-Disfunzione Occlusale Minore
- Teoria dei Versanti Muscolari
-Dente Neurologico
-Stress Energetico
Capitolo 5
Diagnosi e Trattamento Kinesiologico delle Disfunzioni della Sinfisi Sfeno-Basilare
-Disfunzioni fisiologiche
-Disfunzioni non fisiologiche
-Lesioni intra-ossee
-Membrane Durali e loro meccaniche
Capitolo 6
Il Recettore podalico
-Cenni Anatomici
-Fisiopatologia degli appoggi plantari
-Piede piatto
-Piede cavo
-Casi clinici
-Corrispondenza delle curve lordotiche
-Anchiloglossia da frenulo linguale corto
-Placche di riposizionamento linguale
-Lingua Torsionale
-Casi clinici
-Apparecchiature a stimolo propriocettivo linguale
-I recettori podalici
-Challenge podalico
-Correzione podalica con solette a stimolo propriocettivo
Correlazione tra funzione masticatoria e deambulatoria
-Concetti di Riabilitazione Neuro-occlusale
-Correlazione discendente
-Correlazione ascendente
-Casi clinici
Interdipendenza ed interadattabilità dei recettori occlusali e oculari
-Diagnosi dei disturbi della convergenza oculare
Conclusioni
Bibliografia