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Cos’è l’ortodonzia

La maggior parte dei pazienti che si rivolge all’ortodontista (il dottore che “raddrizza” i denti) lo fa sostanzialmente per esigenze estetiche.  Il nostro paziente tipico è il bambino accompagnato dalla mamma che vede i “denti davanti” troppo in fuori, o in dentro, o storti ed è giustamente preoccupata per il futuro sorriso del proprio figliolo. In verità i problemi di crescita e di allineamento dei denti anteriori, che si chiamano incisivi, è sempre la spia di un problema che sta dietro, per alterata funzione e sviluppo dell’intera bocca. Non solo, oggi sappiamo che potrebbero essere l’espressione di alterazioni dell’intero organismo. Balters, uno dei pionieri dell’ortodonzia funzionale, osservava già agli inizi del ‘900, come alle malocclusioni dentali si associassero sintomi vari quali: respirazione orale, otite, spalle cascanti, piede valgo, rachitismo, lassità legamentosa, gastroenterite, incubi.
Perché questa, e altra, sintomatologia si associa costantemente alla malocclusione?
La risposta a questa ed altre domande ci viene oggi fornita dallo studio delle correlazioni occlusoposturali, i cui risultati evidenziano che l’occlusione dentale non può più essere valutata e trattata a prescindere dal contesto corporeo globale. La malocclusione entra a far parte di un quadro generale di cui spesso rappresenta la manifestazione oggettiva più evidente. Questo è il motivo per cui la semplice “ortodonzia” che, ripeto, significa semplice allineamento dei denti, deve diventare “Ortognatodonzia Sistemica”.